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provincia di Venezia, tra tradizione e
innovazione"
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Venezia in cifre 2010
Situata nella parte orientale della Pianura padana, la provincia di Venezia – con 863.013 abitanti – si sviluppa a semicerchio lungo il Mar Adriatico, dalla foce del fiume Tagliamento a Nord, all'Adige a Sud, per uno sviluppo costiero di circa 96 Km. Confina con le province di Udine (ad Est), Pordenone e Treviso a Nord, Padova e Rovigo (rispettivamente ad Ovest e a Sud), e rappresenta lo sbocco al mare di una delle aree più ricche e più produttive del Paese.
Sono presenti tutte le infrastrutture necessarie ad una grande area metropolitana: il porto passeggeri e commerciale a Venezia, quello industriale, commerciale e petrolifero a Marghera, quello commerciale e peschereccio di Chioggia, l'aeroporto internazionale Marco Polo di Tessera (terzo scalo italiano per passeggeri di linea) e l’aeroporto turistico Nicelli in Lido di Venezia.
Una moderna rete di autostrade consente un allacciamento efficiente sia con l'interno (Milano-Torino, Bologna-Firenze-Roma, Ravenna-Ancona) sia con l'estero (la Baviera, il Tirolo, i Balcani). Una fitta rete di strade statali a lunga percorrenza, un articolato sistema idroviario, ottimi collegamenti ferroviari nazionali ed internazionali pongono l'intera area in una posizione strategica nei rapporti con il mar Mediterraneo, l'Italia e il Centro Europa.
Venezia costituisce infatti un importante snodo del Corridoio Transeuropeo n. 5 – grande asse ferroviario ed autostradale che l’UE si è impegnata a realizzare entro il 2015 e che, lungo un asse Ovest-Est, collegherà Barcellona a Kiev – e potrà quindi sfruttare le direttrici logistiche con il bacino dell’Est Europa.
Dai dati più recenti elaborati dall’Istituto G. Tagliacarne di Roma (anno 2009) relativi alla provincia di Venezia, emerge che il valore aggiunto ha origine per l’1,2% dall'agricoltura, per il 17,5% dall'industria manifatturiera, per il 7,6% dalle costruzioni, per il 73,7% dai servizi.
Nel 2010, le forze lavoro in provincia di Venezia ammontano a circa 376 mila unità e sono costituite per il 58,8% da uomini e per il restante 41,2% da donne. Il tasso di attività provinciale (rapporto tra forze lavoro e popolazione compresa tra 15-64 anni) è pari, secondo le rilevazioni dell’Istat, al 66,2%, contro un dato a livello regionale del 68,4%.
Il tasso di occupazione (rapporto tra occupati e popolazione compresa tra 15-64 anni) della provincia di Venezia è del 62% (quello veneto è pari al 64,5%), mentre il tasso di disoccupazione (rapporto tra persone in cerca di occupazione e forze lavoro) è del 6,4% (del 5,8% in Veneto).
Del totale occupati nella provincia (352.370 unità), il 3,2% trova lavoro nel comparto agricoltura, il 25,7% nell’industria, il 71,1% nel commercio e nei servizi.
In ripresa nell’anno di riferimento risulta l’andamento degli scambi con l’estero. Nel 2010 le esportazioni sono aumentate del 15,5%, un incremento che si presenta di poco inferiore a quello regionale (16,2%).
Tra i settori che nel 2010 si distinguono maggiormente per volume delle esportazioni, troviamo il comparto “mezzi di trasporto” (+54,6% grazie alla voce merceologica “navi ed imbarcazioni”), i “prodotti tessili, dell’abbigliamento, della pelle e dei relativi accessori” che, nell’anno appena trascorso, con un +15,5%, dimostra di essere il comparto più dinamico della provincia di Venezia grazie, però, solo al risultato delle calzature (+13,5%). Gli altri settori rilevanti per la provincia di Venezia, che registrano degli incrementi nell’export rispetto al 2010, sono: prodotti petroliferi raffinati (+21,7%), prodotti chimici e materie plastiche (+38,5%), e i metalli e prodotti in metallo (+24,8%).
Per quanto riguarda le produzioni tipiche della provincia di Venezia, si segnala – come già sopra evidenziato - un aumento dell’export di calzature (13,5%), di vetro e prodotti in vetro (22,4%), di mobili (20,3%), di apparecchi di illuminazione (16,7%).
L’Europa continua a rappresentare il principale mercato di sbocco della provincia di Venezia, assorbendo nel 2010 il 67% dell’export totale.
La graduatoria dei principali mercati esteri di esportazione della provincia per singoli paesi, vede gli Stati Uniti d’America al primo posto e al secondo la Germania, seguono Austria, Francia, Regno Unito, Svizzera, Spagna, tutti in crescita ad eccezione dell’Austria.
Anche sul fronte delle importazioni la provincia di Venezia registra un dato positivo (+16,3% rispetto al 2009). Nella graduatoria dei principali Paesi fornitori la Libia continua ad occupare il primo posto (+52%), seguita dalla Germania (+19,4%), dalla Cina (+40,9%) e dalla Francia (+27,8%).
LE ATTIVITA' ECONOMICHE
La provincia di Venezia si contraddistingue per la grande varietà dei comparti produttivi:
- il sistema portuale ed aeroportuale e i relativi servizi intermodali e logistici, che hanno visto il riconoscimento da parte della Regione Veneto (in base alla Legge Regionale n. 8/2003 e successive modifiche) del “Metadistretto Logistico Veneto” che riunisce le imprese del settore operanti nelle province di Verona, Padova, Venezia e Treviso;
- il turismo e i servizi alberghieri e di ristorazione: sono diffusi, oltre a Venezia, anche lungo la Riviera del Brenta, grazie all’attrattiva delle Ville Venete e lungo l'intero litorale, con un dato complessivo di 8.029 esercizi ricettivi. I dati forniti dalla Regione Veneto relativi al 2010, segnalano 7,5 milioni di arrivi (il 72,3% costituito da cittadini stranieri) e oltre 33,4 milioni di presenze, di cui il 66,6% di turisti provenienti dall’estero. Da segnalare Il Metadistretto Turistico del Veneto, riconosciuto ai sensi della Legge Regionale n. 8/2003 e successive modifiche; esso rappresenta il primo caso di Metadistretto turistico regionale in Italia, che aggrega 1.424imprese del settore con 26.866 addetti, allo scopo di potenziare la presenza e la visibilità dell’offerta turistica veneta nei grandi circuiti turistici mondiali, anche tramite la credibilità derivante da un brand unitario, quale veicolo promozionale del sistema turistico regionale;
- il comparto agro-alimentare che comprende alcune delle produzioni di cereali più importanti del veneto Orientale, tra cui mais, grano, orzo; le coltivazioni industriali di soia e barbabietola; l'orticoltura, con il rinomato radicchio rosa di Chioggia; i vini prodotti principalmente nell’area orientale della provincia, intorno a Portogruaro, con la celebre zona a denominazione d'origine controllata di Lison-Pramaggiore, e gli altrettanto noti vini del Piave, nei dintorni di San Donà di Piave, nonché le più recenti DOC “Riviera del Brenta” e “Corti Benedettine del Padovano”, situate nella parte occidentale della provincia.
Sono presenti inoltre importanti aziende produttrici di acque minerali e bevande, paste alimentari, industrie conserviere;
- la pesca e l’acquacoltura, imperniata sulla marineria di Chioggia e sulla vallicoltura in laguna, che dà varietà pregiate come l'orata e il branzino;
- il polo industriale di Porto Marghera dove sono presenti i settori della chimica, della lavorazione del gas e dell'energia, delle materie plastiche, della ceramica e del vetro industriale, nonché il settore metalmeccanico e siderurgico;
- il comparto dei mezzi di trasporto, che raggruppa l'industria cantieristica, famosa a livello internazionale per aver costruito alcune delle navi passeggeri più grandi del mondo. Il settore degli aeromobili, infine è specializzato nella trasformazione, manutenzione e costruzione di parti di velivoli. Le aziende del settore si sono costituite nel “Distretto Veneto dell’Aerospazio e dell’Astrofisica – SKYD” riconosciuto dalla Regione Veneto, ai sensi della Legge Regionale n. 8/2003 e successive modifiche. Importante anche la produzione di motocicli e di parti di ricambio per l'industria motoristica;
- il “Distretto della Calzatura” tra Venezia e Padova, che riunisce, in particolare le aziende situate lungo la Riviera del Brenta, riconosciuto quale importante filiera produttiva con la Legge Regionale n.8 del 2003 e successive modifiche, e il “Distretto del Vetro artistico di Murano”, entrambi di antica tradizione produttiva e a forte vocazione internazionale;
- il polo tecnologico delle nanotecnologie, che vede coinvolti il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, la Regione Veneto, i Comuni, le Province e le Camere di Commercio di Venezia e Padova e che si prefigge - per il tramite della società consortile per azioni Veneto Nanotech - di stimolare le aziende a conoscere ed applicare le nanotecnologie ai propri processi produttivi e contemporaneamente di rendere il Veneto un ambiente fertile in questo settore attraverso l’attrazione di centri di ricerca e la formazione di eccellenza;
- METAS – Metadistretto Veneto dell’Ambiente per lo Sviluppo Sostenibile, con sede presso il Parco Scientifico Tecnologico di Venezia Marghera. E’ un distretto atipico rispetto ai cluster produttivi classici, il primo in Italia che aggrega imprese, enti ed istituzioni che si occupano a vario titolo di ambiente. Aderiscono a METAS oltre 400 imprese venete, e, tra i soggetti istituzionali, si annoverano il CNR, lo IUAV e l’Università Ca’ Foscari di Venezia, l’Istituto Nazionale di Urbanistica, enti locali, Associazioni di categoria e di volontariato;
- va inoltre ricordato il Patto per lo sviluppo del “Metadistretto Veneto dei Beni Culturali” – riconosciuto dalla Regione Veneto – che raggruppa le imprese operanti nella filiera del restauro e conservazione di beni culturali mobili ed immobili.
Per ulteriori informazioni sui distretti presenti in provincia di Venezia e nella regione Veneto consultare il sito: http://www.distrettidelveneto.it/
Infine, vi è un'articolata presenza sul territorio di sistemi di dimensioni più ridotte come ad esempio il comparto del tessile-abbigliamento-maglieria, che si sviluppa principalmente nei Comuni di Cavarzere, Cona e Chioggia, e del mobile, la cui produzione è situata prevalentemente nella zona orientale della provincia veneziana.
PROSPETTIVE
Gli sforzi del sistema pubblico veneziano sono rivolti a favorire l’internazionalizzazione delle Piccole Medie Imprese della provincia, con particolare riguardo all'integrazione delle stesse nell'area Veneta - uno dei sistemi produttivi più avanzati d'Europa - e con i mercati emergenti dell'area Mediterranea e dell'Europa centrale ed orientale, soprattutto con riferimento ai dieci Paesi entrati a far parte dell’Unione Europea il 1° maggio 2004 (Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Estonia, Lettonia, Lituania. Polonia, Ungheria, Slovenia, Malta e Cipro), e a Romania e Bulgaria, entrate nella U.E. dal 1 gennaio 2007, senza dimenticare le opportunità offerte da mercati quali Cina, India, Russia e Brasile.
Al tempo stesso è vitale la valorizzazione delle specificità turistiche di Venezia, che ne fanno una meta unica al mondo, nonché delle potenzialità offerte dalle spiagge del litorale e dalle ville della Riviera del Brenta, coniugando le esigenze di un turismo culturale delle città d’arte, con quello enogastronomico e balneare. Di qui la necessità di continuare a migliorare le infrastrutture ed i collegamenti con iniziative rivolte a particolari segmenti di mercato (ad esempio il traffico crocieristico, i collegamenti con l'Oriente, i traghetti veloci).
Complemento naturale di queste strategie è l'Ambiente, da qui l’esigenza di indirizzare la crescita verso uno “sviluppo sostenibile” sia dal punto di vista economico che sociale e ambientale.
L’obiettivo è, dunque, il miglioramento qualitativo dell’economia e non unicamente la sua crescita quantitativa.
La ricerca di forme di energia rinnovabili, alternative e pulite, quale potrebbe essere quella generata dall’idrogeno, è un esempio delle sfide che l’industria gravitante intorno al polo di Porto Marghera dovrà necessariamente affrontare nei prossimi anni.
I primi progetti di riqualificazione urbanistica hanno già prodotto risultati importanti, come il Parco Scientifico e Tecnologico a Marghera, incubatore di imprese operanti nel campo della ricerca, dei nuovi materiali, delle bio-tecnologie e dell'informatica.
Infine, per quello che riguarda il centro storico di Venezia, è fondamentale affrontare il problema delle acque alte e risolvere il problema della mobilità, della regolamentazioni dei flussi turistici e dell'edilizia in città, che sta penalizzando fortemente il tessuto sociale.
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